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When fear is an emotion Breathing is a desire

 I do listen, always, do I? And I do speak, a lot, don’t I? Who listens and who speaks These days Might never meet Pushing forward, being held back.  For months now, ready to run and unable to stand. Saying to myself, go and fly. And hearing caution tales wrapping me Suffocating me. When fear is an emotion Breathing is a desire And so are swings. Swings are desire. And as I say to myself, go and fly  I look around for breathing space Behind the colourful masks And the rapid tests And the yes and no answers And the games of politics And the overwhelming reason That science gives and sciences takes away. We make it work Like Pacman in search of its potions When fear is an emotion And breathing is a desire I desire a different form of mess Where I can see people’s sadness Not guess it in this masquerade ball We have to start somewhere don’t we? Beyond the fear and the science  And the politics and the manipulation Beyond the economy...

Accanto a Lei

Non sarò certo la prima nipote che piange pensando alla nonna morta ormai da 8 anni. E a tenere una sua foto, in bianco e nero, dove Lei non sorride, nella tasca della custodia del cellulare. Pur non guardandola tanto spesso sta li, quando serve.  Eppure Lei sorrideva spesso. Non sarò certo la prima donna a sentirsi traboccare di emozioni nel leggere un libro che, inaspettatamente, porta a galla la realtà di una emozione mai davvero compresa.  Perché Lei, senza di Lei, ma accanto a Lei? Nell'Intimità, dentro più dell'interno, sta Lei.  Ce l'ho messa io, quando ancora non sapevo bene - io bambina - cosa significasse mettere qualcuno dentro più dell'interno.  E oggi, con Lei, accanto a Lei dentro, cerco di capire quello che ancora mi chiedo, dell'essere bambina quando ero bambina io, della Montagna verde nella gola, di quella parte della mia identità che scalcia e non capisco.  Ho sempre fatto molto rumore.  Spesso ho pensato che l'Amore, pur'esso, fosse rumo...

Come sarà, come farò, come faremo.

Manca il tempo. Per volare nei posti e salutare chi muore.  Per esserci in tempo per aiutare a fare le cose che ogni giorno si devono fare.  Manca il tempo Per far rivivere i ricordi, aggiornarli, sfoltirli. Manca il tempo  Di chiedere scusa perché non sei stata la figlia modello O perché non hai chiamato abbastanza spesso la zia  O perché non te la sei sentita di andare a visitare lo zio. Che poi in fondo mica è colpa tua te ne sei andata, via, sei lontana. Sei sempre lontana.  Non è colpa anche tua che te ne sei andata? E ora ti manca il tempo. E che colpa ne hai? Non ci saranno per sempre,  mamma e papà come la zia che ti dava la coca cola e ti portava al mare ora non c'è più e l'altra zia che ti voleva battezzare non c'è più e l'altra zia che ti sgridava per le briciole delle camille non c'è più. E Michele com'è successo ancora.  E nonna, la nonna tua importante, non c'è più. L'altra manco l'hai conosciuta per bene. E i nonni, c...

Paturnie di una Criminologa Perbene

  Quando cresci e non ce la fai più a mantenere sempre tutto in equilibrio. Il terrore dei passi falsi, e della realtà contro cui si sbatte il muso.  Come quando muore tuo cugino perché cade in un burrone e tutto il tuo essere adulta non serve proprio a niente. Perché l'equilibrio non lo mantieni sempre. E a cadere dal dirupo è un attimo. Quando non capiscono - gli altri, a casa, a lavoro, gli amici - che se fai l'ago della bilancia nei rapporti altrui è perché hai paura che scoppino.  Petardi, in faccia. Hai paura.  Quando non capiscono -   gli altri, a casa, a lavoro, gli amici - che non ce la fai, i conflitti no, non ce la fai. Ma perché?  Quando non capiscono -   gli altri, a casa, a lavoro, gli amici - che se certe volte non riesci a lasciare andare è perché hai bisogno di riportare l'equilibrio, subito, velocemente. Nell'inerzia, tu lo sai, si cela il disagio sociale più difficile da estirpare.  I sogni, s...

Quando riuscirò a piangere perché questa mafia è pezzente, ignorante, arrogante e dispettosa

Voglio solo camminare e arrivare in quel posto che non so bene dove sta, dove posso sedermi un attimo, lasciare andare il peso della vita, tutte le frustrazioni e le paure che ho, mostrare tutti i lividi che ho accumulato, tutto il dolore che non si fa livido.  A chi?  Al sole, alle stelle, a chi troverò, a chi ascolta, a chi mi guarda, al mio amore che mi protegge.  Forse quando sarà notte, forse quando farà meno caldo.  Prima o poi.  Non so bene dove.  Continuerò a fare bolle qui, proprio qui da noi, per distorcere le immagini.  Quando riuscirò a piangere perché Michele è morto e non c'è una sola ragione che ne giustifichi la morte. Ma quando mai.  Quando riuscirò a piangere perché tutte le sue cose in casa sua, i suoi abbonamenti annuali, le sue password, i pantaloni, le giacche, le scarpe, non appartengono più a nessuno.  Cose di nessuno.  Anche il rischio, meglio che sia di nessuno.  Quan...

My Pride, My Vanity and My Impostor Syndrome

Today I can't bring myself to start working. I pant and I pant some more, and I run and I run some more.  I am exhausted.  And if I stop, I will just be average, you see.  I cannot stop. I cannot be average.  I will disappear.  How to disappear.  If I disappear I will be even less deserving than I am right now.  Probably happier.  But I would have to explain my tricks. How did I get this far.  Today I stare at the wall.  There is something about the wall.  It's shining white.  It's plain.  It's clean.  It's normal.  It's just a wall.  No, it's not.  The distance between pride and vanity is the distance between a wall that is shining white and clean and a wall that is plain and normal.  I stare at the wall and once again, I crumble.  I am smoke and mirrors, most of the time.  I was smoke and mirrors yesterday when I was talking on the radio.  And the day before when I gave a big ...

Non avevo mai realizzato di essere orgogliosa che tu fossi un mio pezzo di infanzia.

Chissà cosa hai lasciato nel frigo  Chi andrà a svuotarlo sarà un intruso nella tua vita di quello che doveva essere un tuo giorno normale, fatto di formaggi semi aperti, salami mangiucchiati già, un sugo magari di tre giorni prima.  Chissà cosa avresti mangiato quella sera se fossi tornato a casa. Chissà quand'era la prossima volta che avresti fatto un bucato. Chissà se avevi rifatto il letto, chissà se avevi pensato 'metto in ordine domani'. E la tua macchina, dove l'hanno messa? Chissà che piani avevi per il weekend.  Ti avrei cercato in estate, io. Troppo tardi.  E chissà chi segnalerà ai tuoi social che non ci sei. Chissà come si riempirà la tua casella email e le notifiche di Facebook saranno già centinaia, non visualizzate.  E il tuo nuovo iPhone, lo avevi già settato sul riconoscimento facciale? Come ti riconoscerà? Non avevo mai realizzato che avevi una faccia simpatica.  Non avevo mai realizzato che ti volevo davvero bene....