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Showing posts from October, 2018

E se poi ti dimentico. E se poi mi dimentichi.

Sono poche le cose normali che so di te.  Che non ti piace la cannella e che bevi acqua calda con lo zenzero la mattina. Che non riesci a dormire senza pigiama, come me. Che non sei a tuo agio coi complimenti, riceverli e farli, perché hai il terrore che dolce sia sdolcinato.  Che dormi dal lato del letto dove respiri meglio. Che quando viaggi ti porti lo shampoo da barba e le scarpe fucsia in caso volessi andare a correre, ma non lo fai praticamente mai.  Che dici che non ti piace il sushi, ma non è vero.  Che non ti piace la nutella, troppo dolce.  Che mangi biscotti, ma non i miei pan di stelle, troppo dolci anche quelli. Che socchiudi un po' la bocca quando fai i selfie se no ti senti strano.  Che inizi le telefonate quando sei in macchina con 'Allora?!' Che non riesci a dire cose sboccate e definisci le situazioni sensuali come 'intriganti' o 'interessanti'. Che ti piace certa musica italiana classica ma anche certe cose che non si possono...

Ma che cosa sto aspettando? (Il principe nero)

Scorrono giorni come questo, in cui non ho tempo, non ho spazio, ho troppo tempo, ho troppo spazio, per pensare, per amare, per stare, semplicemente stare, un po', pochissimo, bene.  E aspetto lui, che principe azzurro non è mai stato, aspetto lui, si, ancora un po', io che al tempo comunque non ci credo. Quindi per quanto aspetterò, che neanche lo so ammettere? E lui non lo sa! E dico invece che non è vero, che poi, ironia del caso, si può aspettare chi non sa che stai aspettando? Che poi aspettare cosa? O chi? Un principe nero, era lui, senza quella scontata dolcezza o quella disgraziata ripetitività delle favole. Un principe nero, che brillava di più quanto più scura era la notte, tra le ombre che non si possono raccontare e i piaceri che non osano raccontarsi al mondo. Come quella canzone di Damien Rice - is he dark enough, enough to see your light? Lui, si.  Perché il mondo non capirebbe, non come lui, il principe nero, che osava ascoltare e confessare a me ...

Io lo so chi sei

Io lo so chi sei, veramente. E quello di te voglio conservare.  Non sei colui che mi ha lasciato la mano sul percorso accidentato su cui mi sono incastrata solo per te. Non sei nemmeno colui che mi ha urlato falsità e mediocrità e parole senza sapore da vomitare.  Non sei tu,  colui che ha lasciato cadere quella palla di energia con cui abbiamo giocato per mesi condivisa e auto-alimentata che era davvero diventata troppo pesante.  No, quello non sei tu, perché tu sei diverso mi dice il cuore,  isterico eppure così lucido.  Io lo so chi sei,  tu sei colui che mi ha guidato  tra gli specchi scurissimi dove vedevamo solo i contorni dei nostri desideri in una sera in cui i desideri erano la più nuda realtà. Io lo so chi sei,  tu sei colui che, nonostante la paura di sé,  si buttava avanti perché voleva di più da sé, da me, dal tuo intimo più intimo.  Io lo so chi sei,  e no...